6 ruote a -6 di media

Una storia di Scott - Genius 720
Scritto da SùeZò

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Data di prima pubblicazione:
11 Dicembre 2017

partenza da: Erbezzo
28.00 km percorsi
3 ore 0 minuti
Livello di divertimento: uscita-epica

La neve , ghiacciata, il blu del cielo,il vento e noi tre pirla a godersi una Delle uscite più belle del 2017.
Raccoon Riders

Nasce così, da un invito nella chat del gruppo (Raccoon Riders),per il giorno 9, post Immacolata. Domani giretto, ritrovo ore 08.30, solito posto.
In realtà, il tempo incerto, il freddo certo ed il tepore di casa, fanno sì che sono due impavidi accettano l'invito.
Il ritrovo serve per ottimizzare carichi e macchine, Stefano e Simone si presentano all'orario prestabilito e con un pò di fatica ce la facciamo a mettere tutte e tre le bici in un auto, la mia.Partenza!
Luogo da raggiungere per poi partire è Erbezzo, freddo e ridente paesino ai piedi del Corno d'Aquilio e della Lessinia, dea lì il giro che ho in mente ripercorre i sentieri del nostro evento annuale estivo, Notturna del Pidocchio, con poi qualche variante, a seconda di neve, temperature e tempo.
Sotto un cielo blu, che domina una pianura annebbiata e fredda, iniziamo a pedalare, in salita, verso il bivio del pidocchio (mt. 1680 ).

Tra una battuta e l'altra il ritmo sale, mentre la temperatura scende, se inizialmente la neve sulle strade è poca, man mano che saliamo si accumula ai lati, mentre fuori tracciato è bella solida e croccante.
Arriviamo tra panorami mozzafiato verso la pianura e la val d'Adige al limite per le macchine, e la salita a Malga Lessinia ( prima tappa concordata) si fa tosta, neve e gelo in abbondanza, al sole il
termometro segna i - 6, all'ombra,peggio.
Sferzati da un vento gelido, il quale nonostante gli strati e gli
indumenti caldi , gela piedi e braccia, arriviamo a Malga Lessinia,mt 1630) dove guadagnamo un posto vicino al camino per berci due meritatissimi bombardini, ce la spassiamo tra noi tre, guardando gli ospiti che entrano da giri trekking con lo sguardo che tradisce un
"ecco chi erano i tre scemi che salivano in bici sulla
neve"……Rinvigoriti e brilli usciamo al - 6 soleggiato che ci
rimette in bici, decidiamo di evitare il tracciato della fontana degli alpini che scende sicuramente su lastre di ghiaccio e saliamo, next
waypoint Castelberto (mt.1753 )Spettacolo, qui il vento è calmo e la neve abbondante in un altopiano deserto ci fanno decidere diproseguire
verso il prossimo punto, Bocca di Selva (mt.1680 ).
Mentre procediamo, ognuno con i suoi pensieri e i suoi sforzi ( il freddo non aiuta la conversazione) rifletto che il sole pur essendo le 12.30 è poco sopra l'orizzonte, le ombre sono nette e si disegnano già alla mia sinistra , forse meglio provare a scendere dal vaio prima .
Così facendo raggiungiamo rifugio Podestaria,mt 1655) chiuso , che rimane quasi a difesa della lessinia centrale, tra il vajo dei Modi ed il vajo delle Ortighe.
Guardo i miei compagni , condivido la riflessione di poc'anzi e con loro sorpresa esclamo, scendiamo da qua, c'è un sentiero che porta al Vajo dell'anguilla, da lì sarà facile salire al punto di partenza!
E via, scendiamo da Vajo delle Ortighe il più spettacolare ed esposto della Translessinia, con neve croccante e fresca, in tratti tecnici e veloci, da rimanere quasi senza fiato!La soddisfazione è tanta, dopo tanto salire e faticare, la discesa è divertimento puro, a vedere l'entusiasmo dei miei soci, abbiamo fatto la scelta giusta! in quaranta minuti di discesa lasciamo indietro 800 metri di dislivello per poi risalire ad Erbezzo , dove il Bruno della Stua ci aspetta per un tipico piatto di Gnocchi di Malga, vin Bianco e grappa al Fieno. Che dire, soddisfatti,stanchi, ma con gli occhi e l'espressione da ebeti, sarà dura alzarsi dal tavolo, ma ce la faremo!

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