Vieni a fare Xc con noi?

Una storia di Cannondale - Scalpel Si Carbon 2 Eagle
Scritto da Simone MtbCult

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Data di prima pubblicazione:
29 Genaio 2017

partenza da: Roma
63.00 km percorsi
3 ore 55 minuti
Livello di divertimento: davvero-tanto

All'improvviso mi ritrovo senza reggisella telescopico in discesa e... quel non tanto velato terrore passa solo dopo un po' di discese...

“Allora, che fai? Vieni?” La risposta non si fa attendere e, anzi, l’avevo già in mente perché dalle mie parti, i Monti Simbruini, ora, i sentieri più belli sono innevati. E visto che ho da provare una Cannondale Scalpel Si Carbon 2…

Quindi: “Va bene, ci vediamo domani alle 9:00″

Tornare dopo mesi in sella a questa bici (l’avevo provata in anteprima in occasione del lancio ufficiale a Bardolino) fa un bell’effetto. Agile, sterzo abbastanza aperto, bassa (33,3 cm l’altezza del movimento centrale), tubo superiore più lungo… insomma tutto quello che serve oggi per guidare una bici da Xc come fosse una trail bike. Cioè come una Mtb vera. Partiamo da Roma, direzione Formello, dove troveremo un bel dedalo di sentieri.
Sì, ci sono anche i salti, ci sono le sponde e di gente con bici da Xc lì se ne vede poca di solito, ma questa bici (come molte altre bici da Xc di ultima generazione) ha belle potenzialità. Saliscendi continui e alla fine ci siamo.
Primo sentiero?
Lo Scoiattolo, con salti a raffica che però evito.
Non mi sento a mio agio con questa sella alta.
Però…
Continuo, scendo, guido e derapo, ben sapendo che questa bici non è una trail bike.
Però…
Salgo e arrampica bene, talvolta chiudendo le sospensioni, e ogni briciolo di energia arriva alla ruota posteriore, con il risultato che la Scalpel Si accelera, tanto, se hai watt da erogare.
Che bello…

Riecco la discesa.
Che faccio?
Mi scoccia evitare i salti e allora salto.
E salto anche bene, senza problemi.
La sella alta? Già non è più un problema. Lo diventa in curva, dove di solito mi muovo in modo di diverso sulla sella.
Ma pazienza.
I salti, alla fine, me li cerco quasi, basta essere morbidi nell’atterraggio. Mi fermo guardo il testimone sull’ammortizzatore e… niente, c’è ancora più di un centimetro di corsa che sembra quasi inutilizzabile, a meno di non aumentare il Sag.
Ma io oltre il 25% (cioè la soglia consigliata da Cannondale) non voglio andare oggi.
E la forcella? La forcella va bene, lavora come dovrebbe questa Lefty 2.0 Carbon da 100 mm.
I cerchi in carbonio Cannondale CZero da 23 mm di larghezza interna fanno il loro dovere: non troppo rigidi e abbastanza leggeri.
La posizione in sella, dopo circa 40 Km, comincia a piacermi molto.
E’ la mia, la sento mia e ci sto bene sopra.
E questo ti fa fare cose che altrimenti penseresti impossibili. Bel lavoro Cannondale con la Scalpel Si. Lasciamo il Parco Regionale di Veio e si torna verso Roma.
Contenti. Impolverati (e siamo a gennaio!!!). E con le gambe ancora cariche a mille.
C’è dell’altro dislivello da coprire prima di arrivare al totale di 1451 m dichiarati dal Garmin. No problem, all’attacco… 

Qui i dettagli dell’uscita come riporta Strava:

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