Massa Marittima con Maya...

Una storia di Yeti - SB6
Scritto da Stefano MtbCult

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Data di prima pubblicazione:
25 Genaio 2017

partenza da: Massa Marittima
31.00 km percorsi
2 ore 45 minuti
Livello di divertimento: davvero-tanto

Bici nuova, percorsi stupendi, tempo perfetto, compagnia top!

Qualche giorno fa abbiamo montato la Yeti Sb6 (qui il video del montaggio: https://youtu.be/YYvH1te-GfA) con la quale avrò modo di fare test, gare e viaggi.
Giovedì scorso ho avuto il primo approccio con questa bici, lo stesso telaio vincitore dell'Enduro World Series.
Ho subito avuto un notevole feeling, perché la precisione di guida è impressionante.
Durante l'uscita il ritmo è aumentato sempre di più fin quando uscendo da una curva "ho deciso" di ribaltarmi sopra un albero che, inaspettatamente, era caduto e giaceva nel bel mezzo del sentiero.
E proprio nel punto più ripido del sentiero…
Botta al costato e mignolo lussato…
Già pensavo di dover rinunciare al weekend di Massa Vecchia, tutto organizzato e pianificato…
Però la voglia di passare due giorni su quei percorsi stupendi con la bici nuova era troppo forte!
Così sabato mattina insieme a Giulia (la mia ragazza), Maya (la Jack Russell che vedete correre nel video in fondo alla pagina), Luigi (un nuovo collaboratore di MtbCult che a breve vi presenteremo) e siamo partiti!
Appena arrivati, il tempo di cambiarci i vestiti ed eravamo già in sella…
Anche Luigi aveva una bici nuova (Transition Patrol, di cui vi parleremo a breve…) e così, belli gasati, siamo partiti con un gran ritmo.
Prime discese, primi aggiustamenti.

Nonostante il forte dolore al dito lussato, con ogni bici nuova mi concentro per prima cosa sulla velocità di ritorno delle sospensioni per sfruttare al meglio l'escursione, tenere sotto controllo le reazioni e poi sulla pressione delle gomme con lo Schwalbe Procore, che ho deciso di provare.
Luigi è stato impegnato con Sag e rebound.

Ho visto che dovrò lavorare un po' con la progressività sia della forcella che dell'ammortizzatore, perché, di serie, sono un po' lineari per il tipo di guida che ho.
Preferisco avere quel centimetro-centimetro e mezzo di margine sui fondocorsa e avere la forcella più alta.
Ad ogni modo ho trovato un buon setting per tenere tutto sotto controllo sulla Yeti e così abbiamo fatto una piccola pausa.

Con il dito dolorante non riuscendo a forzare molto il ritmo ho chiesto a Giulia di lasciarci Maya per fare una discesa e una salita.
Beh, devo dire che scendere con una "saetta" come Maya che ti insegue è una gioia indescrivibile… quando ti fermi sprizza gioia da tutti i pori, scodinzola e salta da tutte le parti.
Gioia pura!
Nelle prossime uscite cercherò di migliorare il setup delle sospensioni per le mie preferenze e di capire ancora più a fondo i limiti (enormi) di questa bici.

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