Bianche emozioni

Una storia di Canyon - Spectral AL 7.0
Scritto da Enrico

15

Data di prima pubblicazione:
16 Genaio 2017

partenza da: Balme (TO)
12.00 km percorsi
2 ore 30 minuti
Livello di divertimento: davvero-tanto

Un'esperienza unica ad intimo contatto con la natura incontaminata!

Le alte vette che ti sovrastano, messe lì per farti capire quanto siamo piccoli, con le loro cime bianche appena illuminate da un pallido sole invernale. L’aria frizzante e il termometro che stenta a salire sopra lo zero. Un paesino di montagna, culla dell’alpinismo torinese, ancora nell’ombra delle prime ore del mattino. Da qui parte la mia piccola avventura, nata un po’ per caso, con la voglia di provare nuove emozioni e di superare i limiti che questa fantastica passione ci pone.
Per la prima volta affronto la neve, un po’ titubante sull’effettiva possibilità di arrivare alla meta prefissata.
Poche decine di metri sull’asfalto e poi si comincia: una tappeto bianco si stende sotto la bici. Non c’è tempo neanche per scaldare un po’ le gambe che da subito le pendenze si fanno importanti, molto importanti. In due chilometri dovrò affrontare circa 400 metri di dislivello. Le ruote, sgonfiate oltre misura, si aggrappano bene nella neve battuta. Non si può calare il ritmo perché si perde trazione, ci si deve fermare e ripartire non è cosa facile. Il freddo iniziale svanisce, il respiro si accorcia. Simpaticamente incitato dagli escursionisti presenti sul percorso, piuttosto incuriositi dalla mia presenza, vedo finalmente l’ultima rampa. La fatica improvvisamente lascia il posto all'entusiasmo. Davanti a me si apre un bellissimo pianoro, completamente ricoperto da una coltre bianca e circondato da uno splendido anfiteatro di cime alpine. Ora mi posso finalmente godere il panorama mentre pedalo agilmente verso il rifugio dove mi aspetta un caldo ristoro.
Il timido sole che si era affacciato oltre le punte scompare rapidamente; è ora di rientrare alla base. Ancora non lo so ma mi attende la parte più divertente del mio breve giro, la discesa! Me la immagino fatta con lo slittino o con gli sci ai piedi ma in sella come sarà? Dopo i primi metri con il timore della caduta dietro l’angolo, prendo sempre più confidenza e mi lascio trasportare dalla pendenza. Ondeggio a destra e sinistra, la ruota posteriore che scivola…sempre di traverso! Neanche il tempo di accorgermene e sono in fondo: purtroppo è già finita!
Con la bici nel bagagliaio guido tornando a valle e ripenso ad una frase del famoso alpinista Walter Bonatti: "Chi più in alto sale, più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna.” Così oggi, anch'io, sognerò un po' di più!

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