Le discese col vento in faccia: TES 2016

Una storia di Santa Cruz - Bronson 2c
Scritto da LuCampat

18

Data di prima pubblicazione:
14 Marzo 2016

partenza da: Calci (PI)
25.00 km percorsi
4 ore 0 minuti
Livello di divertimento: uscita-epica

Il tifo dei compagni di squadra sul passaggio più tecnico delle P.S. che mi ha spinto ad affrontare il sentiero come mai avrei pensato di fare.

6 Marzo 2016 ore 6.45.Suona la sveglia.E' il giorno.
Ormai tutto è pronto,bici,zaino,nervi e cuore. La pressione cresce:in macchina ripeto come un mantra che è la prima gara della stagione,in casa,con squadra e bici nuove,che le incognite sono tante ma la voglia di correre è fortissima.
Nella Piazza del Comune faccio la coda per ritirare il numero gara.Numero 132.100 numeri in più rispetto all'anno scorso,ma non dovrei aver nessun rider di livello nettamente superiore a me dietro,o almeno lo spero.
Non resta che attendere con la squadra l'ora della partenza.
Ore 10.00: partono le E-bike che saranno le prime a mettere le ruote sui sentieri. 10.05 partono i Pro,quelli che a fine gara daranno minuti di distacco a noi comuni mortali.
Ore 10.42. Integrale in testa e pronto ad affrontare la salita più lunga di tutta la gara. Sento il vento mentre pedalo,penso che la pioggia che ha bagnato i sentieri fino a ieri oggi ci ha graziati. Salgo fino al ristoro prima della Ps,so che dovrò aspettare ancora un po' prima di partire, comincio a scaldarmi,sento l'adrenalina che scorre nelle vene,la testa concentrata, i muscoli tesi: sono pronto.
Ore 12:17:40. Parto.
Prendo velocità con qualche colpo di pedale,respiro per rimanere lucido e mi lancio sulla prima discesa fangosa in contropendenza.Arrivo su un tornante sinistro, è ostico ma non lo temo,entro forte, troppo, giro la testa, la ruota anteriore scivola.Cado.Sento l'odore del fango, il cuore rallentare poi battere come un martello, il fiato corto,ma mi alzo, recupero la bici deciso a finire la Ps pedalando come non ho mai fatto. Tutto inutile, il tempo è alto,ma so di aver combattuto fino all'ultimo metro di terra.
Mi aspetta la Ps2 e la discesa più lunga,fisica e tecnica:le Macine.
Ore 13:02:40 tocca a me. Sento la mente improvvisamente libera guardo il sentiero,penso "ora ci divertiamo". Parto.
La discesa è dura ma se ne assecondi il ritmo è come una danza fino alla fine. Dopo due curve vedo un rider davanti a me,devo riprenderlo.Accelero.Prima di metà sentiero lo raggiungo e mi lascia passare.Scalo le marce su uno strappo in salita,mi lancio in 200m che spaccano le gambe e arrivo alle due curve più difficili del sentiero. Sorpasso la bici che mi trovo davanti e spingo forte,determinato, vedo l'arrivo, pedalo fissando il rider che ho davanti e tagliamo l'arrivo a pochi secondi di distanza.Sono contento,bacio la fidanzata e vado alla Ps3.
14:17:40 la bici freme,ho voglia di correre,il morale è alto.Imbocco il sentiero,dopo una salita arriva il tratto pedalato:le gambe chiedono pietà,i muscoli bruciano,la stanchezza arriva prepotente,per una frazione di secondo mi perdo.In lontananza sento gridare il mio nome,è come una scossa,mi risveglio di colpo,le urla dei compagni che fanno il tifo mi caricano,un'energia nuova mi carica le gambe,inizio a correre e supero il rider davanti a me,taglio il traguardo. Scendo dalla bici, respiro a fondo, guardo la montagna e penso che è una lezione di vita questa.

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