Doppia scoperta

Una storia di Specialized - Turbo Levo Fsr Comp 6Fattie
Scritto da Simone MtbCult

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Data di prima pubblicazione:
04 Marzo 2016

partenza da: Subiaco
12.00 km percorsi
1 ora 23 minuti
Livello di divertimento: uscita-epica

Iniziare a capire le potenzialità della Turbo Levo e scoprire un nuovo sentiero nella stessa uscita. Sotto la neve. Peccato la foratura nel finale...

Oggi sono andato su una salita che mi ha sempre spaccato polmoni e gambe, fino a impormi di mettere il piede a terra e farmi proseguire a spinta, sotto la neve per giunta, con un terreno che in alcuni punti credevo che non avrebbe lasciato scampo nemmeno alle ruote 650b Plus.
E invece…
Invece questa Turbo Levo si arrampica, basta scegliere la traiettoria giusta e usare la tecnica, anche in salita.
La fatica c’è, molta meno che con una bici tradizionale, è chiaro, ma la salita non si conquista gratuitamente.
Il rapporto più agile è un 32×42, ma l’aiuto del motore è sempre ben avvertibile.
Ero partito impostando lo Smart Control per un’uscita di 40 km e un 20% di carica residua della batteria, ma le condizioni meteo mi hanno imposto un cambiamento.
Quindi, cliccando sui pulsanti di controllo sulla batteria sono passato al controllo manuale del motore.
Avevo queste impostazioni: Eco 68%, output motore 60% e risposta in accelerazione Normal.
Impostazioni che con una pendenza elevata e un fondo a bassa aderenza mi hanno permesso di salire bene, ma alla prossima uscita riporterò Eco al 30%.
La sensazione in salita è grandiosa, ma per essere efficace la Turbo Levo richiede tecnica e molta abilità e in diverse occasioni, causa rocce smosse, ho messo il piede a terra.
Copro un dislivello notevole in pochi minuti. Arrivo alla fine della salita. Nevica. Decido di proseguire esplorando un sentiero mai fatto prima, semplicemente perché di solito quando arrivo qui ho solo voglia di gustarmi la discesa, scendendo da dove sono salito.
Vado avanti, single track, rocce (tante) e ben poca salita.
La batteria è a circa la metà della carica.
Ripenso alla salita fatta: sì, 68% in modalità Eco è decisamente troppo.
La ruota posteriore in alcuni casi pattinava anche troppo.
Quindi, volendo, si può arrivare quassù con più carica residua. Bene.
Ora il sentiero è tutto da guidare e la Turbo Levo si trasforma in una Stumpjumper Fsr 6Fattie, cioè mi sento a mio agio.
Inizia la discesa, il motore non spinge e la stazza della Turbo Levo aiuta a superare con più efficacia sassi, ghiaione e rocce (scivolosissime).
Sbaglio spesso direzione perché non conosco il sentiero e mi tocca spingere la bici in salita anche se per pochi metri.
Pesa, è vero, ma se penso a dove mi ha portato e con quale facilità, non è poi così pesante.
Mi fa pensare a una sorta di moto da trial che alzi e sposti come ti pare.
Solo che non fa rumore, non inquina e in definitiva non è una moto.
E’ un nuovo mezzo e mentre mi guardo intorno sorrido pensando che la scoperta di questo sentiero è stata così facile e sorprendente grazie a un mezzo come questo.
La ricetta “ruote 650b Plus + assistenza elettrica”, secondo me, è destinata ad avere un grande seguito.
Oggi siamo ancora al primo step, Specialized si è già spinta verso il secondo, e sono davvero curioso di vedere cosa ci riserverà il futuro.
Adesso me ne torno a casa…

Ps: a fine discesa mi accorgo di aver bucato. Sì, la Specialized Turbo Levo è ancora una bici.

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