A due Passi da Casa

Una storia di Canyon - Spectral AL 7.0
Scritto da Luca Bartoloni

3

Data di prima pubblicazione:
12 Febbraio 2016

partenza da: Castelluccio di Norcia
19.00 km percorsi
4 ore 0 minuti
Livello di divertimento: uscita-epica

Un misterioso meccanismo compone i pezzi delle nostre esistenze rendendone immortali solo alcuni, ma l'essenziale è proprio lì, davanti a te.

Alcuni ricordi rimangono chiari e nitidi nella nostra memoria. Di alcune esperienze remote sappiamo riviverne tutti i dettagli come se fossero accaduti ieri. E’ però ignoto il meccanismo che la nostra mente adotta per selezionare cosa salvare e cosa tagliare e così,contro ogni logica, certi episodi per quanto in apparenza banali resteranno per sempre.
Il giorno di Natale 2014 non avremo mai pensato che quello che avremmo vissuto all’indomani sarebbe diventato indelebile: il giro in progetto non era uno di quelli creati ad hoc per essere leggendari dacché era stato pensato su poche pretese tra cui, evitare la pioggia. Le previsioni erano chiare: acqua ovunque e neve sopra i 1300m.Da Castelluccio di Norcia avremmo puntato Palazzo Borghese.
Appena scesi dall’auto nessuna traccia di quel meccanismo che taglia e salva. Si, era freddo, ma sarebbe stato insolito il contrario.Eravamo del tutto ignari che i 900 m di salita che ci attendavano ci avrebbero avvicinati ai nostri limiti più di tante altre avventure sulla carta ben più quotate.
Partiamo e con le prime rampe che ci portano a Capanna Ghezzi la temperatura non è più un problema.Inizia a nevicare quando arriviamo ad un bivio decisivo,alla “sliding doors”: a destra si va per Forca Viola a sinistra per Sasso Borghese.Prendiamo a sinistra. La pendenza aumenta e ci costringe al portage. Intanto il sole decide di scomparire e aumentando di quota a scendere rimane solo la temperatura mentre si rafforza l’intensità del vento, della nebbia e della neve. Ormai cielo ed orizzonte si fondono in un unico bianco e tutt’intorno è uno spazio senza dimensioni.
Con fatica arriviamo sul passo di Sasso Borghese: un vero e proprio portale tra due stipiti rocciosi che permette di andare dal versante sud a quello nord. La tramontana soffia fortissima. La neve ghiacciata impattando sui nostri caschi sembra quasi entrare direttamente nelle nostre teste dove mulinano dubbi e incertezze sull’esito di quella che, di colpo, è divenuta un’impresa. Superata la strettoia, il paesaggio che ci si apre davanti è un concreto dipinto del nostro stato d’animo e ripenso al bivio “sliding doors”.Aggirata la vetta, abbiamo scollinato di nuovo.
Pochi metri oltre il crinale la situazione muta ancora: il vento si placa, il cielo si apre e ci troviamo in un silenzio quasi surreale tanto era stato il rumore che ci aveva travolti fino a quel momento. E’ stato come rinascere. Ormai non rimane che la discesa: molliamo finalmente i freni e con essi tutta la tensione accumulata. Attraversando Pian Perduto, lo sguardo non può che andare lassù verso il passo.
Il “meccanismo di selezione” resta un mistero. E’ invece certo che non servano progetti enormi per rendere indimenticabile un’avventura e ad appena due passi da casa troviamo tutto il necessario.

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