Sverginiamo la Evil

Una storia di Evil - The Following
Scritto da Simone Cappellini

1

Data di prima pubblicazione:
17 Genaio 2016

partenza da: Arosio
45.00 km percorsi
3 ore 30 minuti
Livello di divertimento: davvero-tanto

Tempo fantastico, singletrack con vista spettacolare, discesa adrenalinica... da ripetere assolutamente

Eravamo io, Lorenzo e Davide.
Ci incontriamo ad Arosio, da sempre punto di riferimento per le nostre uscite, per decidere quale sarebbe stata la meta del giorno. Io mi faccio avanti dicendo che volevo testare a 360° il comportamento della bici, in particolare in discesa. Per andare in discesa ci serviva un montagna da scalare, e così abbiamo scelto il monte Bolletto. Quindi partiamo da Arosio, passiamo per Alzate, Orsenigo, Albese, Tavernerio e infine Brunate. Ci siamo: incomincia la salita, blocco le sospensioni e inizio a pedalare e pedalare lungo la strada panoramica delle baite che sembra non finire più, arriviamo al rifugio Bolletto e ci fermiamo per una sosta. Anziché scollinare procediamo seguendo un bel singletrack dal quale inizio a registrare con la mia gopro. Dopo un po'ha inizio la discesa che ci porterà verso il rifugio Patrizi. Davide abbassa la sella alla sua Trek Fuel ex 8 29er, io apro tutte le compressioni, metto la sella bassa, apro la forcella a 160 e via!!! Il primo pezzo è tutto liscio, ci sono dei ppiccoli salti e si viaggia ad alta velocità, la bici si comporta bene. Inizia un tratto bello pieno di rocce e qui riduco un po' la velocità, ma poi vedo che la bici è comunque stabile e allora cerco di stare bello morbido e di fidarmi delle ruote da 29. Ora va meglio, la Evil comincia a ruggire e riesco a recuperare Davide che è avanti a me. Devo comunque stare attento a non perdere il controllo perchè sì, la 29 aiuta ma la differenza la fa sempre il manico. Facciamo 4 soste per aspettare Lorenzo che con la sua hardtail da XC era quello più in difficoltà, e poi si arriva alla Patrizi. Altro rock garden, Davide scende a 2000 in tutta nonchalance manco avesse una Session tra le mani e io riesco a recuperarlo solo più avanti quando inizia un'altro tratto bello veloce. Prima di gettarci in questo tratto, riposiamo gli avambracci (che a momenti scoppiavano). Davide mi fa vedere come si guida una 29, no ok scherzavo, si fa le meglio whippate con la sua Trek ma inizialmente io riesco a stargli dietro, frenando di brutto visto che tanto più si procedeva, tanto più la strada diventava ripida. Poco prima degli ultimi due tornanti Davide si accorge di un rumore proveniente dalla parte posteriore della sua bici, controlla il carro, ma a quanto pare è tutto apposto. Aspettiamo Lorenzo e scendiamo dalla via Partigiana su strada arrivando con calma ad Albavilla. Contento di essere vivo e di non aver distrutto la bici ce ne torniamo a casa.
In conclusione la bici c'è, sono solo io che essendo abituato da anni ad usare 26 devo imparare a guidare come si deve una 29. Detto questo, eccovi il video: la discesa inizia verso l'ottavo minuto.
La traccia di Strava ce l'ho ma non si è salvata come si deve… peccato

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