Evil - The Following

Una bici di Simone Cappellini

3

Sotto quel telaio e ruote da 29 batte il cuore di una 26

Data di prima pubblicazione:
17 Genaio 2016

i pro di questa bici
Divertente, agile, ottima in salita e ancora meglio in discesa, look aggressivo, geometria modificabile...

i contro di questa bici
Ma poco pratica da cambiare, poco spazio per inserire la borraccia (mi fa piacere che ci sia ma è davvero risicato)

A ottobre 2015 dopo una gara di granfondo l'ammortizzatore della mia Giant Trance (fox rp23) decide di abbandonarmi. Il guasto era una perdita di olio dalla rotellina del rebound. Le settimane passano, l'ammortizzatore ritorna dall'assistenza, ma il problema si ripresenta. Ritorna in riparazione e mi dicono che non sanno quando ritornerà. Proviene da una 26 e ormai tutti sappiamo cosa è successo a questo formato di ruota… alla fine me lo sostituiscono con un modello più recente (sempre rp23), ma era semi-nuovo(era del 2012). Questa volta mi è andata bene ma ormai,mi duole dirlo, possiamo considerare la 26 ufficialmente morta. Ora dai cataloghi si passa dalla 24 alla 27,5. Così decido di guardarmi intorno e cercare una bici da affiancare e usare come erede. Sicuramente avrei scelto un'altra bici da trail.

Se c'è una cosa che ho sempre ammirato di queste mountain-bike è la loro versatilità. Molta gente ignora questa categoria di bici e sbaglia a sottovalutarle. Io faccio al 90% XC, ma una bici del genere su percorsi di questo tipo è tutt'altro che fuori luogo. Ad essere sincero le bici da XC puro non mi hanno mai fatto spruzzare più di tanto. Di 29er ne ho provate diverse ma avevano tutte gli stessi difetti: giravano male nello stretto e non erano divertenti. Un giorno apro facebook, entro su mtbcult e mi leggo il test di questa Evil the Following. Si è presa il massimo dei voti, non solo da mtbcult, ma anche da altre riviste/siti di mountain-bike. Quello che emergeva dalle recensioni erano l'agilità e le elevate performance in discesa. Incredibile, era come se qualcuno avesse progettato una bici sulle mie esigenze. E così, ancora un po' scettico prenoto un test, la provo e mi lascia spiazzato (e spiezzato). Era tutto vero: agile e reattiva quasi come una 26, un monster-truck in discesa

Evil è un marchio geniale e che va contro le mode. Quello che mi piace di questa the Following è il fatto di essere una bici fuori dagli schemi, che non punta alle prestazioni, ma solo al divertimento e al puro piacere di guida. Spendiamo 6000€ e passa per avere la bici più leggera e più veloce, ma poi quando ci saliamo su per fare gare o un giro in compagnia con i nostri amici non ci stiamo realmente divertendo. C'è gente che considera una bici montata bene la migliore, per me la bici migliore è quella che fa più divertire e in questo caso Evil ha fatto centro.

Montaggio:
Telaio: Evil The Following M
Ammo: Monarch Debonair Plus
Serie sterzo: FSA di serie
Forcella: Rock Shox Pike RCT3 130/160 dual position
Trasmissione: Shimano XTM8000 2×11
Freni: Shimano XT Trail 180mm
Ruote: Mavic Crossride Light WTS 29" tubeless
Coperture: Schwalbe Rocket Ron 2.10 tubeless/Vittoria Gato 2.10 tubeless
Manubrio: Byte 750mm
Sella: Vertu ccav-s
Reggisella: Rock Shox Reverb Stealth

In salita

In discesa

Peso

Qualità/Prezzo

Giudizio totale 8/10

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Dati Bici

  • Tipologia All Mountain (130-160 mm)
  • Marca telaio Evil
  • Modello The Following
  • Diametro ruota 29-pollici
  • Peso 13.00 kg
  • Upgrade effettuati Conversione delle ruote in tubeless

    ruote Novatec Diablo 29
    Maxxis Minion DHF 29x2,3
    Maxxis High Roller II 29x2,3
    Portaborraccia Specialized roll cage
    Attacco manubrio Renthal Apex 40mm
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