Prima uscita, prima discesa, KOM

Una storia di Evil - The Following
Scritto da Simone MtbCult

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Data di prima pubblicazione:
21 Febbraio 2015

partenza da: Subiaco
17.00 km percorsi
1 ora 0 minuti
Livello di divertimento: uscita-epica

La confidenza nella guida è immediata. Ma come si fa a definirla trailbike?

Tirata fuori dalla scatola, regolata e via. Appena salito in sella ho capito che non dovevo andare sui sentieri più facili, quelli dove di solito provo le 29er da 120, ma puntare dritto su quelli più impegnativi. La prima sensazione stando in sella è quella di avere sotto una bici da enduro. L’angolo di sterzo si avvicina ai 66° con una forcella Rock Shox Pike da 140 e mentre pedalavo in salita mi pregustavo il feeling in discesa. Eppure dietro ci sono “solo” 120 mm di escursione. Le Evil, però, sono conosciute proprio per la sensazione di travel infinito che sanno dare. La curiosità aumenta…

In salita, intanto, apprezzo la fermezza della sospensione posteriore. Il Monarch Rt3 DebonAir ha anche la posizione lock-out di buona efficacia pur avendo un setup in compressione decisamente poco frenato. La lettera “S” di colore azzurro sul corpo dell’ammortizzatore lo conferma (poi vi spiegherò per bene). La taglia in test è una M e con la forcella da 140 mm (cioè piuttosto alta) l’angolo piantone è prossimo ai 72°, quindi inclinato all’indietro. Questo porta a pedalare in una posizione un po’ insolita. Forse mi serviva una L… Alzandosi sui pedali la sospensione posteriore non si scompone troppo: ottimo. Qui si comporta quasi come una bici da Xc. Notevole.

Ci siamo. Arriva la discesa. Controllo le gomme e provo i primi 20 metri di discesa per capire se le sospensioni hanno bisogno di qualche ritocco. Tutto ok e, anzi, mi sento già a mio agio. Mi sembra la Nomad sulle rocce, possibile? Calma, ritorno in cima, sistemo lo zaino, infilo i guanti, accendo la Garmin Virb e parto. Il video più in basso vi dà l’idea della velocità e vi aggiungo che la velocità di cui è capace la The Following è quella di una bici da enduro.

Il King of Mountain registrato da Strava alla prima discesa lo conferma: non è una trailbike da 120 ma è molto di più. Mi spiego meglio: se volete è solo trailbike, ma se vi impegnate in discesa vi accorgete che arrivano prima i vostri limiti e poi quelli della The Following. L’agilità, le sue capacità sopra gli ostacoli e la velocità in discesa mi ricordano tanto la Specialized Enduro 29.

C’è poco altro da aggiungere.

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